Solifragio
per nastro percussioni e luci (2000)
 
 
da Diari di Viaggio  
Sette quadri sulla via di un Oriente immaginato
A cura di Giorgio Colombo Taccani e Mauro Bonifacio
 
 
tre zucche d'acqua (piccola media grande)
tre gong (piccolo medio grande)
una lastra di metallo vibrante d’un suono con lungo decay
modulabile  con mani e bocca.
 
nel nastro la voce recitante
elaborazione della voce recitante
elaborazione della voce del percussionista,
che canta quel che suona
 
c’è un tempo, costante, in quel che suona;
un battito, un’ombra di ritmo,
e gli accenti, e le scosse
 
un crescendo,
dall’ombra alla luce
nel timbro, negl’occhi
 
il racconto, sussurrato in un orecchio e  
da lontano, urlato per farsi sentire.
le parole cancellate, senza suono,
 occupano mute il loro tempo
 
il nastro, con le sue fratture e spigoli,
si muove nello spazio
con scatti e fermate autonomi
 
 
 
 
percussioni: Marco Giovinazzo   Narratore: Corrado Accordino     Mittelfest 22luglio2000       3’ 19”
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il testo

e indi procedendo piú anche d'un mese camminorono per un grande deserto, onde fu ritrovato uno paese nel quale vedevano le pedate de' piedi per le strade, ma gente alcuna non era d'intorno. Pur finalmente ritrovorono uno uomo con la sua moglie, il quale, menato alla presenza de Chingiscam, fu dimandato da l'imperatore dove abitassero gli uomini di quel paese. Rispose che in terra sotto li monti abitavano; allora Chingiscam, tenuta la sua donna, mandò lor a dire che venissero a lui. Il quale andato, tutto il fatto raccontò: quelli risposero che in tal giorno venirono alla sua presenza, per fare il suo comandamento. Ma in questo mezo per vie occulte sotto terra si ragunarono, e vennero disopra a battagliare con Tartari, e molti all'improvisa ammazzorno.
Questi popoli, quando il sole usciva, non potevano soffrire quel strepito, anzi, come era tal tempo, bisognava che ponessero una orecchia in terra e l'altra fortemente chiudessino, per non udire quel suono orribile; né eziandio a questo modo erano sí cauti che molti non morissino.
Veduto adunque Chingiscam che faceva nulla, e li suoi avevano il peggio, partissi di qui, e menò seco quelli due che erano stati trovati, i quali dimororono in Tartaria fino alla morte. E dimandati per qual causa abitassero sotto terra, dissero che in quello luoco ogni anno a certo tempo, quando nasce il sole, fassi tanto romore che non si può per modo alcuno tolerare; la qual cosa acciò non odano, allora con timpani e altri instrumenti musici tutti cominciano a sonare.